
L’alchimia della relazione educativa avviene attraverso la voce, nel suo timbro, nel tono, nel volume…nelle parole che devono essere scelte con cura, parole non giudicanti ma accoglienti e ricche di amore e di cura… nella postura, nella prossemica, negli sguardi, nella mimica del volto e nel linguaggio tutto del corpo che comunica vicinanza e infonde sicurezza, creando dei nodi, dei legami che formano una fitta rete che si intreccia e si espande.
I nodi delle relazioni non chiudono, sigillando l’incontro in una risposta diadica, ma si irraggiano per spargersi all’intorno, per accogliere, ricevere e formano una tessitura vibrante e vitale in continuo movimento.
Gli snodi, gli intrecci nelle relazioni educative sono molto complessi e articolati. Non rappresentano, barriere, occlusioni, ostacoli, ma, al contrario sono lo spunto per nuove ramificazioni, per nuovi incontri, per nuove esplorazioni in mondi e modi diversi.
Riescono ad abbattere muri, ad insinuarsi nelle ferite più nascoste per donare luce e speranza, accendono percorsi e traiettorie rocambolesche per portare linfa nuova e connessioni diverse.
Lo sguardo dell’insegante deve concentrarsi su questa rete relazionale che, formandosi, si infittisce e produce, non costringe ma con-stringe…favorisce cioè lo stringere rapporti generativi con le persone che si hanno accanto.
Quindi la figura dell’educatore è fondamentale per l’alchimia della relazione; è lui il direttore d’orchestra “che rende visibile il suono, trasformando lo spartito in emozione attraverso un gesto che unisce cento anime in un solo respiro. È l’interprete che guida, bilanciando disciplina e passione, affinché la musica parli direttamente al cuore”.
La musica nella relazione educativa è l’apprendimento stesso, è il vissuto di ognuno, è l’emozione che trasforma il corpo e la mente, è la scintilla che accende relazioni, che ispira cuori, che guida il cammino personale verso ciò che è già inscritto nell’ essere di ciascuno e che ha solo bisogno di essere svelato, portato alla luce.
L’insegnante, nell’alchimia della relazione, è colui che dialoga con i propri allievi, che si interroga, che ama ciò che va scoprendo, che cerca nuovi orizzonti con la perseveranza di un maratoneta e lo stupore di un bambino nei suoi primi passi nel mondo.
L’insegnante deve avere un’ attenzione particolare ai corpi che dialogano senza bisogno di voci, volti che danzano in cerca di pace, mani che stringono in un caldo abbraccio… la relazione educativa si manifesta in un semplice spazio, lo spazio dell’apprendimento, lo spazio della conoscenza.









